venerdì 26 febbraio 2010

Comunicato

PRIMO MARZO 2010 LUCCA



Comunicato alle varie redazioni locali:


Il giorno 23/02 presso la sede Cobas di S.concordio in via della formica 210 si è tenuta la riunione del Comitato Primo Marzo 2010 Lucca prima della mobilitazione cittadina indetta per il giorno lunedi 1° marzo.

Nella suddetta riunione si sono discussi gli ultimi dettagli tecnici e organizzativi in vista della manifestazione,quindi si è organizzato un volantinaggio per il giorno 26/02 al mercato di Capannori e alla Moschea,il 27/02 in varie zone della città(mercato cittadino,centro città) e zone periferiche nei luoghi di maggior afflusso per il consumo,zona Carrefour e Mediaworld a S.vito e alcuni punti Supermercati Esselunga S.concordio,Arancio e Porcari.

Il comitato provvederà a contattare i vari Direttori delle attività elencate per correttezza e per rendere ufficiale il volantinaggio,specificando che anche la questura è già stata informata.

Il comitato comunica quindi alle redazioni che il sabato 27 saremo presenti al mercato cittadino dalle ore 10:00 e che siamo disponibili a rilasciare informazioni approposito dell'iniziativa del 1° marzo.


In fine il Comitato Primo Marzo 2010 Lucca chiama tutti gli immigrati,tutti i lavoratori,tutta la cittadinanza a partecipare lunedi alla Manifestazione per i Diritti di Tutti,Basta Razzismo,Basta sfruttamento!!!


Luogo: Piazzale Ricasoli(stazione)


Orari: dalle 10:00 del mattino banchetto informativo e raccolta firme.

Ore 16:00 concentramento nella stessa piazza.

Ore 17:00 partenza corteo che entrerà in città da porta S.pietro e sfilerà all'interno per concludersi in piazza Napoleone sotto la Prefettura.


Per info: primomarzo2010lucca@gmail.com

martedì 23 febbraio 2010

ARTICOLO

Antirazzismo, il primo marzo viaggia in rete

Antirazzismo, il primo marzo viaggia in rete

di Stefano Galieni

Ormai da tempo, spesso ignorate dai grandi circuiti mediatici, forme di associazionismo migrante e antirazzista stanno riprendendo piede nei territori. Si tratta di un mondo frammentato, che solo occasionalmente e grazie a un lavoro paziente – come si è fatto per la manifestazione del 17 ottobre scorso – riesce a creare percorsi comuni, ad aprire contraddizioni in un Paese in cui razzismo istituzionale e popolare sembrano spesso fondersi. La giornata del primo marzo, nata in maniera virtuale su un social network si è rapidamente trasformata in piccole – grandi articolazioni territoriali, in cui vecchio e nuovo antirazzismo, hanno cominciato a dialogare. Si stanno incontrando soggetti diversi. Da una parte le forme avanzate di auto organizzazione degli immigrati, le associazioni antirazziste, i centri sociali, alcune realtà sindacali e le varie frammentazioni della sinistra radicale, dall’altra i volti nuovi di autoctoni e immigrati che cominciano ad indignarsi di fronte a politiche governative ormai improntate al più becero razzismo. Sono diversi sia gli approcci che i linguaggi, fortemente politicizzati e abituati a porsi sul terreno della vertenzialità conflittuali i primi, più etici e connessi alla necessità di vivere in una società basata su giustizia ed eguaglianza, i secondi. Sullo sfondo, come ragione materiale che ha da una parte favorito il consenso al razzismo e contemporaneamente una reazione i cui frutti potrebbero sorprendere, la crisi economica e occupazionale. Conta il fatto che in Italia esistono, regolarmente residenti, oltre 4.500 mila persone, (il 7,2% della popolazione intera, oltre il 16% di quella in attività lavorativa), la cui vita è perennemente a rischio. Con pochi o scarsi diritti ed una infinità di obblighi e oneri da assolvere, confinati in città in cui si producono ordinanze per limitarne le libertà personali, vessati anche sul lavoro ( a parità di mansioni guadagnano il 21% in meno di un autoctono), producono quasi il 10% del Pil ma vivono, in gran parte, senza garanzie per il futuro. Per una lavoratrice o un lavoratore migrante, grazie alla legislazione vigente, l’espulsione dal ciclo produttivo porta, dopo soli 6 mesi all’espulsione dal territorio nazionale, braccia sfruttate magari da 20 anni che all’improvviso non servono più, nuclei familiari cresciuti in un paese che li sta per cacciare. E sotto ancora, l’esercito dei circa 900 mila irregolari, passibili del “reato di clandestinità” elemento fondamentale di quel 19% di economia sommersa con cui si convive. E quindi le due reazioni: da una parte chi considera queste donne e questi uomini come concorrenti al ribasso da eliminare, pericolo da allontanare, dall’altra chi invece comincia a rendersi conto di quanto l’erosione dei diritti sia una fenomeno progressivo di ricatto padronale che investe tutte e tutti. Nella loro profonda diversità i fatti di Via Padova a Milano e la ribellione di Rosarno, ci indicano cosa potrebbe accadere se si continuasse in una strada senza ritorno. Essere più spesso e in maniera più convinta partecipi di una fondamentale ricomposizione di classe che non riguarda solo il lavoro ma la modalità di intendere la vita, lo spazio pubblico, una nuova idea di cittadinanza, è fondamentale. Essere nelle piazze non solo il primo marzo ma ogni volta che governo nazionale o amministrazioni locali, riaffermano con la forza della legge, la subalternità giuridica ed esistenziale del migrante, costruire insieme società meticcia capace di praticare radicale opposizione significa dare e darci una opportunità di futuro.
(credits foto: punkjazz)

martedì 9 febbraio 2010

Locandine



Ecco un paio di locandine che mettono in evidenza la mancanza dei lavoratori immigrati.
Verranno distribuite in tutta italia dai numerosi comitati cittadini.


Comunicado

COMITè PRIMERO DE MARZO 2010 LUCCA



Nace de la colaboraciòn de distintos grupos que viven en la provincia de Lucca entre ellos emigrantes,asociasiones de voluntariado,politicos y ciudadanos sin ningun tipo de apartenencia y que llevan solo el objetivo de sensibilizàr la opinòn publica de frente al tema de ese fenomeno natural qual es la imigraciòn y sus derechos. criollos y emigrantes unidos en la misma batalla de respeto civil.


Despues de la rèunion del jueves 04 que se tuvo en la sede de Cobas de s.concordio y seguido a varias suposiciones el comite se ha expresado a favor por realizar aqui en la nuestra ciudad una manifestaciòn para el dia 1° de marzo.

Un dia que fuè llamado" la huelga de los extranjeros" pero no porque se trata de una huelga etnica si no porque nos sentimos extranjeros en este clima racista que

esta haorcando el pais. se trata de una manifestaciòn europea que nace en Francia y que esta contaminando otros paises tal qual como a nosotros de manera muy clara y sensilla.

El comitè primero de marzo 2010 lucca se pone entonces como objetivo de crear un red concreta y unida de personas emigrantes y criollos que trabajeran para realizàr una manifestaciòn el dia 1° marzo 2010 que sirva para levantar nuestra voz y para demostrar que nosotros somos de todas manera indispensables a esta sociedad.

El comitè se expresa a favor de: presidiar desde la 10 de la mañana la plaza Ricasoli(estaciòn ferrocarril) con material informativo y colecta de firmas,mas tarde a las 16 preparaciòn y a las 17 salida en corteo a la ciudad para llegar abajo de la prefectura.


El comitè se toma la responsabilidad de hacer una buena informaciòn para comunicar todas las actividades.







Lucca 05/02/2010


COMUNICATO

COMITATO PRIMO MARZO 2010 LUCCA


Nasce dall'adesione di varie realtà locali della piana di Lucca tra cui immigrati,associazioni di volontariato,gruppi politici e singoli cittadini che hanno come obbiettivo quello di sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema del fenomeno migratorio e sui diritti di cittadinanza. autoctoni e immigrati uniti nella stessa battaglia di civiltà.


Durante la serata di giovedi 04 presso la sede dei cobas di s.concordio si è tenuta una riunione del comitato durante la quale a seguito di una serie di proposte è emersa la conferma e la gran volontà di procedere con una mobilitazione di piazza per la giornata del 1°marzo2010 qui nella nostra città.

Una giornata che è stata chiamata lo sciopero degli stranieri ma non tanto perchè si tratta di uno sciopero etnico ma perchè estranei al clima di razzismo che avvelena il paese oggi. si tratta di una giornata di mobilitazione a livello Europeo nata in Francia dove per primi hanno chiamato allo sciopero e diffusasi rapidamente visto le numerose adesione da parte di tanti comitati nati in maniera spontanea proprio come il nostro anche in altri paesi.

Il comitato primo marzo2010 lucca quindi si pone come obbiettivo quello di creare nella nostra città una rete concreta e unitaria di persone immigrate e autoctone che lavoreranno per dare vita ad una manifestazione cittadina il giorno 1° marzo 2010 per far sentire la nostra voce e rendersi visibili agli occhi di chi non vuol vedere una realtà sommersa ma allo stesso tempo indispensabile alla società.

Il comitato ha espresso a favore di: un presidio dalle ore 10 in piazzale ricasoli(stazione ferroviaria) con tanto di gazzebo e banchetto informativo e raccolta firme,con un concentramento dalle ore 16 alle 17(nella stessa piazza) per poi mobilitarsi in corteo attraverso la circonvallazione entrando da porta s.pietro per arrivare davanti alla prefettura e quindi presidiare anche in questo caso con volantinaggio informativo e con un microfono aperto a vari interventi.


Il comitato si impegnerà nella campagna di informazione che dovrà portare avanti fino alla data della manifestazione con iniziative che verranno comunicate nei prossimi giorni a seguito di altre riunioni.




Lucca 05/02/2010


lunedì 1 febbraio 2010

IL Comitato

Sabato 30 gennaio si è costituito in maniera ufficiale il comitato primo marzo2010 Lucca con un'assemblea partecipata da varie realtà locali,immigrati,associazioni varie,gruppi politici e semplici cittadini che insieme hanno l'obbiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema del razzismo che affligge il nostro paese, la quale rimanda tutti al prossimo appuntamento del 06/02 in sede cgil di via fillungo. Nei prossimi giorni il gruppo immigrati che tira le fila del comitato si ritroverà per decidere quale forma e iniziativa da proporre per la giornata del 1°marzo e quale sarà la posizione da tenere all'assemblea del 06/02.

venerdì 29 gennaio 2010

COMUNICATO

Assemblea delle realtà migranti e antirazziste: cosa è stato deciso

martedì 26 gennaio 2010

Comunicato conclusivo dell'Assemblea nazionale delle realtà migranti ed antirazziste
che so è tenuta a Roma lo scorso 24 gennaio

«Le drammatiche vicende di Rosarno sono un'espressione dell'offensiva razzista e contro i diritti dei lavoratori in corso nel nostro paese.
L'assemblea solidarizza con le ragioni che hanno spinto gli immigrati di Rosarno a ribellarsi reagendo allo sfruttamento, alla criminialità organizzata e agli attacchi razzisti.
La politica repressiva del Governo colpisce gli immigrati e alimenta xenofobia e razzismo nella nostra società.
Queste vicende rafforzano l'esigenza di costruire una rete permanente di collegamento tra le diverse realtà di migranti e antirazziste sulla base della piattaforma del 17 Ottobre per rendere più stabile e efficace l'iniziativa.
L'asemblea esprime la necessità di articolare territorialmente le mobilitazioni in solidarietà con gli immigrati di Rosarno, impegnandosi a sviluppare prioritariamente iniziative per la libertà degli immigrati e dei rifugiati provenienti da Rosarno ancora rinchiusi nei CIE di Bari e Crotone affinchè sia loro concesso un permesso di soggiorno per motivi umanitari. L'assemblea si impegna a sostenerere iniziative e mobilitazioni eventualmente promosse in Calabria, compresa la convocazione di un incontro nazionale da realizzarsi ad Aprile come momento di approfondita riflessione comune.
L'assembela si pronuncia per promuovere una forte campagna di sensibilizzazione antirazzista a partire dal mese di marzo.
Decidiamo, anche in solidarietà con i migranti francesi promotori dello sciopero del 1° Marzo e raccogliendo lo spirito dei promotori del Comitato 1° Marzo, di indire per quella stessa data una giornata di forte mobilitazione nazionale sulla base della piattaforma del 17 Ottobre e in special modo per la regolarizzazione di tutti gli immigrati e il pieno godimento dei diritti di cittadinanza, riconoscendo il valore politico delle lotte dei migranti in particolar modo quando investono il terreno dei rapporti di lavoro.
Ogni realtà territoriale articolerà l'iniziativa attraverso forme diverse compreso lo sciopero là dove se ne presenti la possibilità concreta a partire dai posti di lavoro.
Sosteniamo inoltre l'esigenza di convocare uno sciopero generale sui temi del lavoro migrante.
Ci adoperiamo fin d'ora ad organizzare dal basso un Convegno le cui modaltà e forme saranno discusse nella prossima assemblea».

giovedì 21 gennaio 2010

MANIFESTO 1°MARZO


Avanti con le adesioni

Continuano le adesioni al comitato 1°marzo2010 qui nella nostra city,l'importanza di questa manifestazione non è ancora chiara a tutti e soprattutto ai sindacati i quali ancora non hanno dato la totale adesione. parlo a livello nazionale mentre qui a lucca sembrerebbe che Cgil sarebbe disponibile,ora è da capire ma anche da discutere insieme anche le modalità con cui parteciperebbero allo sciopero del 1°marzo.
Aderite numerosi perchè si tratta di un'importante manifestazione.

mercoledì 20 gennaio 2010

Info 1°marzo 2010

Due importanti comunicati sull'iniziativa del 1°marzo2010 arrivati dal comitato centrale.


Come si può capire il senso è quello di mantenere una posizione ferma
sul fatto che la manifestazione parte dal basso. per il momento ci sono alcuni punti ancora da verificare è cioè l'adesione dei sindacati,i quali al momento sono ancora in disaccordo sull'iniziativa.

lunedì 18 gennaio 2010

1° incontro

A seguito dell'incontro di sabato 16 tenutosi presso sede Arci lucca,si è costituito in maniera non ufficiale un comitato primomarzo2010 lucchese,composto da varie realtà e associazioni del nostro territorio impegnate sul tema dell'immigrazione.
La presentazione ufficiale del comitato è prevista per il giorno 30 gennaio presso la sala riunioni a capannori alle ore 10-13.
Da oggi al 30 gennaio dovremmo cercare di far aderire il maggior numero di persone immigrate e non al comitato nascente in modo da coinvolgerli a scioperare e portarli in piazza il giorno del 1° marzo quando è prevista la manifestazione in Italia,Francia,Spagna e altri paesi che stanno aderendo.

giovedì 14 gennaio 2010

1° incontro sulla giornata primomarzo2010

Sabato 16 alle ore 10:00 presso la sede dell'arci lucca in via s.gemma n°46 si terrà un primo incontro sullo sciopero degli immigrati del 1° marzo 2010.
Siete tutti invitati a parteciparvi per creare cosi' il comitato della nostra città e rendersi partecipe di un importantissima iniziativa.

MANIFESTAZIONE


La locandina ufficiale della manifestazione.


lunedì 11 gennaio 2010

Che schifo!

Le cronache di questi giorni hanno messo alla luce fatti che nessuno voleva vedere o far vedere,in primis gli stessi cittadini di rosarno, in secondo le amministrazioni locali le quali come sempre da quelle parti hanno occhi e orecchi tappati per far finta di non sapere di non vedere.
Mi chiedo se è possibile.........si!
Certo è che sicuramente c'è la mano di qualcuno che tira i fili anche tra gli amministratori locali, che si passano la patata bollente da uno all'altro tirando dentro i proprietari terrieri,magari dicendo che sono degli schiavisti(è vero) che per colpa loro la città è piena di immigrati clandestini,di negri.
Lo schifo è tutta questa situazione di corruzione,di sfruttamento e maltrattamento dei lavoratori stagionali che fanno a loro spese personali(vedi condizioni di vita) girare l'economia locale e hanno anche il coraggio di dire che sono degli esseri immondi perchè accampati in ruderi e casolari abbandonati,silos e quant'altro gli servisse per passare la notte mentre tutto e tutti i rosarnesi lo sapevano ma stavano zitti perchè senza i negri chi raccoglie le arance e i mandarini.....????

sabato 9 gennaio 2010

Un dramma di tutti

rosarno

Rosarno - Spari e spranghe contro gli immigrati, 4 feriti

9 / 1 / 2010

Nuovi incidenti nella cittadina calabrese. Via al trasferimento di 250 immigrati in un centro di Crotone Maroni: "Tollerata immigrazione clandestina che alimenta criminalità e genera situazioni di forte degrado" Cinque migranti investiti da alcuni italiani. In tutto i feriti, compresi gli italiani, sono 37 La Prefettura: "Strana concomitanza con la riunione a Reggio del Comitato per l’ordine e la sicurezza"

Nuovi incidenti nella cittadina calabrese. Via al trasferimento di 250 immigrati in un centro di Crotone Maroni: "Tollerata immigrazione clandestina che alimenta criminalità e genera situazioni di forte degrado" Spari e spranghe contro gli immigrati, 4 feriti Manganelli invia un contingente di polizia Cinque extracomunitari investiti da alcuni italiani. In tutto i feriti, compresi gli italiani, sono 37 La Prefettura: "Strana concomitanza con la riunione a Reggio del Comitato per l’ordine e la sicurezza"

ROSARNO (REGGIO CALABRIA) - E’ battaglia a Rosarno. Tra cittadini e immigrati. Sprangate, colpi di pistola, botte: dopo gli scontri di ieri, anche oggi la tensione è stata altissima nella cittadina calabrese. Nel tardo pomeriggio nuovi spari contro gli immigrati. Due extracomunitari sono stati feriti alle gambe con dei fucili a pallini, mentre altri due sono stati colpiti con spranghe e bastoni. Sono stati tutti portati d’urgenza all’ospedale di Polistena; i due feriti con le spranghe sono in condizioni gravi. La sparatoria è avvenuta verso le 18.15 nei pressi dell’accampamento degli immigrati di Rosarno, nel comune di Laureana di Borrello, mentre il ferimento degli altri due è avvenuto durante scontri sulla statale 18 tra Rosarno e Gioia Tauro. Cinque immigrati, infine, sono stati investiti da auto guidate da cittadini italiani. Gli investimenti sono avvenuti in prossimità dei posti di blocco attuati dagli abitanti del posto. In un caso i responsabili dell’investimento sono stati fermati dai carabinieri. In serata è iniziato il trasferimento degli immigrati nel Cpt di Crotone.

Il bilancio della giornata è pesante: 37 feriti, tra i quali 19 extracomunitari e 18 uomini delle forze dell’ordine. Il capo della polizia, Antonio Manganelli, ha disposto l’invio di un "consistente contingente di uomini delle forze di polizia, per assicurare il miglior controllo del territorio e garantire serenità a tutta la popolazione presente". In tutto, sono stati arrestati sette extracomunitari e un italiano.

Trasferimento degli immigrati a Crotone. Nella notte sei autobus carichi di immigrati (di cui due della polizia) erano pronti per partire da Rosarno. Destinazione: il centro di accoglienza Sant’Anna di Crotone, ex centro permanenza temporanea. Si tratta dei 250 extracomunitari che erano ospitati nell’ex fabbrica Rognetta, provenienti da una quarantina di paesi diversi. Gl immigrati salivano sui mezzi con i cappucci in testa e nelle mani le borse con gli oggetti personali. Alcuni hanno dichiarato di non sapere dove sarebbero stati trasportati. Il tutto è avvenuto mentre un gruppo di cittadini locali presidiava la zona per assistere alla partenza degli autobus. I mezzi erano circondati da vetture della polizia, per scongiurare la possibilità di altri scontri. Sembra inoltre che una trentina di extracomunitari si siano recati autonomamente alla stazione ferroviaria con l’intenzione di lasciare il comune.

Per il momento, invece, non si è ancora risolta la situazione dell’ex Opera Sila, l’altra struttura dove sono ospitati circa 600 immigrati. Lì, secondo quanto si apprende, sono in corso delle trattative ma è probabile che la situazione non si sblocchi prima di domani mattina. Gli abitanti di Rosarno hanno fatto sapere che continueranno ad occupare il Comune fino a quando tutti gli immigrati non saranno sui pullman.

La giornata. La sparatoria del tardo pomeriggio è arrivata al termine di una giornata di alta tensione nella cittadina in provincia di Reggio. I disordini sono iniziati ieri, quando gli immigrati hanno dato vita ad una guerriglia urbana dopo che due di loro erano stati feriti da sconosciuti con alcuni colpi di carabina ad aria compressa. Migliaia di extracomunitari si sono radunati per le strade e nella piazza del comune. Un abitante ha sparato in aria con un fucile. Un gruppo di immigrati è venuto a contatto con un centinaio di abitanti. Il bilancio dei feriti è di 16 immigrati e 18 agenti delle forze dell’ordine.

Il comune è stato occupato dai cittadini di Rosarno, che si sono organizzati in una sorta di Comitato. In serata è dovuta intervenire la polizia, quando un gruppo di abitanti si è avvicinato alla struttura che ospita gli immigrati e ha tentato di forzare la struttura con un fitto lancio di sassi. La Cgil: nel 2007, in tutta la Calabria, a fronte dei 6.400 autorizzati, si stima vi siano stati circa 20 mila lavoratori stranieri stagionali impiegati nel settore agricolo.

Alta tensione. Nel tardo pomeriggio un centinaio di abitanti, armati di bastoni e spranghe di ferro, ha tirato su una barricata sulla statale 18 all’altezza del km 474, a poche centinaia di metri dai locali dell’ex Opera Sila dove si trovano molti degli stranieri che la notte scorsa hanno dato vita agli scontri. La situazione è molto tesa: al momento non c’è stato alcun contatto tra i due gruppi, con gli immigrati che, secondo quanto riferiscono fonti investigative, si sono chiusi dentro i locali dell’ex Opera Sila (una struttura fatiscente in mezzo al nulla di una zona industriale mai decollata) e non avrebbero intenzione di uscire. Ma il blocco dei cittadini sembra tutt’altro che pacifico: quasi tutti hanno bastoni, stecche da biliardo, spranghe di ferro e mazze. E tra loro sono circolate anche alcune taniche di benzina.

Maroni: "Troppa tolleranza". Il ministro degli Interni Roberto Maroni ha usato parole molto dure in riferimento alle proteste degli immigrati. "In tutti questi anni - ha detto - è stata tollerata, senza fare nulla di efficace, un’immigrazione clandestina che ha alimentato da una parte la criminalità e dall’altra ha generato situazioni di forte degrado, come quella di Rosarno". "Stiamo intervenendo - ha aggiunto - intanto ponendo fine all’immigrazione clandestina, agli sbarchi che hanno alimentato il degrado, e a poco a poco porteremo la situazione alla normalità: questo è il nostro impegno".

La manifestazione degli immigrati di Gioia Tauro. Questa mattina è stata organizzata una manifestazione di protesta degli immigrati della Piana di Gioia Tauro (sono circa in 15mila gli immigrati presenti in questo territorio). Alcune migliaia immigrati, secondo la polizia, si sono radunati davanti al comune. Gli immigrati hanno scandito slogan di protesta e chiesto che una loro delegazione incontrasse il commissario prefettizio del Comune, Francesco Bagnato. Sono state danneggiate le vetrine di alcuni negozi e qualche cassonetto è stato rovesciato. Tra gli abitanti e gli extracomunitari sono scoppiati disordini. Una donna a bordo di una Grande Punto è stata aggredita e salvata grazie a polizia e carabinieri, che in massa hanno tentato di arginare le proteste.

Spari da un balcone. In mattinata un cittadino ha sparato due colpi di fucile in aria a scopo intimidatorio per disperdere un gruppo di immigrati che si era concentrato davanti alla sua abitazione. L’uomo ha esploso i colpi dopo essere salito sulla terrazza della casa. Gli immigrati successivamente sono entrati nell’abitazione dove c’erano la moglie e i due figli dell’uomo, dove però si sono limitati ad urlare e protestare e si sono poi allontanati. L’uomo è stato fermato dalla polizia.

Tensione fra gli abitanti e le forze dell’ordine. Momenti di tensione si sono avuti anche tra un gruppo di abitanti di Rosarno e le forze dell’ordine, dopo che un giovane era stato fermato perché stava litigando con un immigrato. Gli animi si sono calmati dopo che il giovane, che era stato bloccato, di fronte alle proteste degli abitanti, è stato rilasciato. Alcune persone di Rosarno hanno poi tentato di raggiungere un gruppo di immigrati, ma sono stati bloccati dalle forze di polizia. La reazione degli abitanti è stata immediata con grida e insulti verso le forze dell’ordine. "Dovete picchiare loro - ha detto un giovane - e non noi, perché sono loro i veri criminali".

Aggredita troupe del Tg2. Durante gli scontri a Rosarno è stata aggredita una troupe del Tg2 e il giornalista Francesco Vitale: un gruppo di immigrati alla vista della telecamera ha lanciato sassi contro il giornalista e il suo operatore. La troupe e lo stesso cronista hanno già ripreso il loro lavoro.

Cgil: in Calabria circa 20 mila lavoratori stranieri stagionali. Nel 2007, in tutta la Calabria, a fronte dei 6.400 autorizzati, si stima vi siano stati circa 20 mila lavoratori stranieri stagionali impiegati nel settore agricolo. Queste le ultime cifre sul fenomeno dell’immigrazione e della stagionalità nel settore primario nella regione, rese note dalla Cgil, che proprio a Rosarno ha svolto la prima conferenza regionale sui migranti nelle scorse settimane.

L’Immigrato: "Contro di noi continue violenze". "Abbiamo bisogno di protezione perché contro di noi ci sono continue violenze che sono frutto di razzismo". Lo ha detto ai giornalisti Sidiki, un immigrato africano di 25 anni, che viene a Rosarno di frequente per lavorare nei campi. "Subiamo continuamente - ha aggiunto Sidiki - atti di intolleranza, ma noi siamo lavoratori onesti che vengono qui solo per guadagnarsi il pane e non diamo fastidio a nessuno. Piuttosto, sono intollerabili le condizioni in cui ci fanno vivere perché avremmo bisogno di più igiene e dignità".

La diocesi: "La ’ndrangheta sfrutta gli immigrati". "Il problema degli immigrati va riallacciato a quello della ’ndrangheta. C’è uno sfruttamento pilotato da parte della criminalità e questo a causa dell’assenza dello Stato, che deve tornare a intervenire". Così Don Pino Demasi vicario generale della diocesi di Oppido-Palmi e referente di ’Liberà in Calabria. "Bisogna tornare alla ragione e mettere da parte le esasperazioni da una parte e dall’altra", ha aggiunto don Carmelo Ascone, conosciuto come don Memè, parroco da 25 anni di Rosarno, e profondo conoscitore della realtà del paese. "I luoghi in cui vivono gli immigrati - ha aggiunto don Memè - sono dei veri e propri gironi danteschi. Queste persone vivono in condizioni disumane e disperate". Secondo don Memè "gli abitanti protestano giustamente, ma l’esasperazione e la rabbia non possono trasformarsi in intolleranza".

Investigatori: nessun coinvolgimento della criminalità organizzata. Allo stato attuale delle indagini, non risulta un coinvolgimento della criminalità organizzata nel ferimento di alcuni extracomunitari con un fucile ad aria compressa, l’atto che ha scatenato la guerriglia urbana di Rosarno: è questa, finora, l’opinione concorde degli investigatori di carabinieri e polizia che si stanno occupando del caso.

Livia Turco (Pd): "Combattere criminalità che sfrutta immigrati". "E’ necessario impedire la guerra tra immigrati sfruttati e cittadini onesti. Il ministro Maroni anziché ripetere il copione della propaganda faccia qualcosa per combattere la criminalità che sfrutta gli immigrati e continua a tenere in ostaggio parte del territorio calabrese". Lo afferma Livia Turco, capogruppo del Pd nella commissione Affari sociali della Camera.

Il commissario prefettizio invita gli immigrati alla calma. "Vi invito alla calma e vi assicuro che avrete adeguata protezione". E’ quanto ha detto il commissario prefettizio del Comune di Rosarno, Francesco Bagnato, alla delegazione di immigrati che ha attuato stamattina la protesta davanti al Comune. "Vi garantiremo - ha aggiunto Bagnato - presidi di sorveglianza davanti ai centri di ricovero. Cercheremo, inoltre, di migliorare le condizioni igieniche in cui vivete, dandovi nuovi container per dormire e bagni chimici".

Task force del ministero dell’Interno. Dopo i fatti di Rosarno è stata costituita una task force del ministero dell’Interno, di quello del Welfare e della Regione Calabria. E’ stato deciso al termine di una riunione convocata al Viminale dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni.

Tratto da:

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venerdì 8 gennaio 2010

SI RIPARTE!


Nuovo anno; nuove iniziative.
Nuovo anno; ancora problemi,vecchi e nuovi da affrontare.
Nuovo anno; si continua a lottare e a sperare!



mercoledì 16 dicembre 2009

Attenzione

Immigrati in rivolta al Cie di Bari

BARI – Circa cinquanta ospiti del Cie, il centro di identificazione ed espulsione di viale Europa, nel quartiere San Paolo di Bari, hanno protestato nella notte contro il rimpatrio, occupando due moduli abitativi. Alcune persone sono salite sui tetti lanciando oggetti contro gli agenti di polizia e le auto delle forze dell’ordine.

Una protesta rientrata subito dopo l’intervento delle Volanti della polizia. Nell’ambito della manifestazione di protesta un cittadino di nazionalità tunisina ha tentato la fuga ma, nel tentativo di scavalcare il muro di cinta del centro, si è procurato ferite e contusioni giudicate guaribili in una decina di giorni. Sono stati registrati danni alla struttura.

Fonte: la gazzetta del mezzogiorno on line

[ mercoledì 16 dicembre 2009 ]